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San Lorenzo Parrocchia IT - ECHI DI VITA 2023 N 31 - Evidenza

2023 – Echi di Vita N°31 – IL REGNO, TESORO PER OGNI UOMO

Un contadino e un mercante trovano tesori.

Lo trova uno che, per caso, tra rovi e sassi, su un campo non suo, è folgorato dalla sorpresa; lo trova uno che è intenditore appassionato e sa bene quello che cerca: Dio non sopporta statistiche, è possibile a tutti incontrare o essere incontrati.

Trovato il tesoro, l’uomo pieno di gioia va, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. La gioia è il primo tesoro che il tesoro regala. Dio ci seduce ancora perché parla il linguaggio della gioia, che muove, mette fretta, fa decidere. La gioia è un sintomo, è il segno che stai camminando bene, sulla strada giusta. Noi avanziamo nella vita non a colpi di volontà, ma per una passione, per scoperta di tesori; avanziamo per innamoramenti e per la gioia che accendono. Vive chi avanza verso ciò che ama.

La vita avanza non per ordini, ma per seduzione di tesori e di perle, si muove per una passione, e la passione sgorga da una bellezza, dall’aver intravisto la bellezza di Cristo, la vita bella, buona e beata del Vangelo.

Ma il dono deve essere accolto, alla scoperta deve rispondere l’impegno: il contadino e il mercante vendono tutto, ma per guadagnare tutto. Lasciano molto, ma per avere tutto. Non perdono niente, lo investono.

Così sono i cristiani, non più buoni degli altri, ma più ricchi: hanno un tesoro di speranza, di luce, di cielo, di cuore, di Dio. Tesoro e perla è Cristo per me, averlo seguito è stato l’affare migliore della mia vita. Mi sento contadino fortunato, mercante ricco. Non è un vanto, ma una responsabilità!

E dico grazie a Colui che mi ha fatto inciampare in un tesoro, anzi in molti tesori, lungo molte strade, in molti giorni della mia vita, facendola diventare una vita intensa, vibrante, appassionata, gioiosa, pacificata, e spero anche, almeno un po’, buona e non inutile.

Tesoro e perla sono nomi di Dio. Con la loro carica di affetto e di gioia, con la travolgente energia, con il futuro che aprono, si rivolgono a me, un po’ contadino e un po’ mercante, e mi domandano: ma Dio per te è un tesoro o soltanto un dovere?

È una perla o un obbligo?

È tesoro, perché il Vangelo non è mortificazione, ma dilatazione di vita; il cristianesimo non è sacrificio e rinuncia, ma offerta di solarità che fa rifiorire instancabilmente la rosa del mondo, la rosa del vivere.

don Alfredo Di Stefano

 

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San Lorenzo Parrocchia IT - ECHI DI VITA 2023 N 30 - Evidenza

2023 – Echi di Vita N°30 – DIO FISSA IL SUO SGUARDO SUL BENE E ANCHE NOI

Il nostro cuore è un pugno di terra, seminato di buon seme e assediato da erbacce.

Vuoi che andiamo a raccogliere la zizzania? domandano i servi. La risposta è perentoria: «No, perché rischiate di strappare il buon grano!».

L’uomo violento che è in me dice: strappa subito tutto ciò che è immaturo, sbagliato, puerile, cattivo. Il Signore dice: abbi pazienza, non agire con violenza, perché il tuo spirito è capace di grandi cose solo se ha grandi motivazioni positive, non se ha grandi reazioni immediate.

Mettiamoci sulla strada su cui Dio agisce, adottiamo il suo stile: la nostra coscienza chiara, illuminata e sincera deve scoprire prima di tutto ciò che di vitale, bello, buono, promettente, Dio ha seminato in noi. E far sì che porti frutto.

La parabola racconta due modi di guardare: i servi vedono soprattutto le erbacce, il negativo, il pericolo; Il Padrone, invece, fissa il suo sguardo sul buon grano, la zizzania è secondaria.

Dobbiamo conquistare lo sguardo positivo di Dio innanzitutto verso noi stessi: io non sono le mie debolezze, ma le mie maturazioni; io non sono creato a immagine del Nemico e della sua notte, ma a immagine del Creatore e del suo giorno. Nessun uomo coincide con il suo peccato o con le sue ombre. Ma se non vedo la luce in me, non la vedrò in nessuno.

Davanti a Dio una spiga di buon grano conta più di tutta la zizzania del campo, il bene è più importante del male, il peso specifico del bene è superiore, il bene vale di più. E la spiga di domani, il bene possibile è più importante del male presente, del peccato di ieri. Il male non revoca il bene della tua vita, anzi, è il bene che revoca il male.

Non preoccupiamoci prima di tutto della zizzania, dei difetti, delle debolezze, ma di coltivare una venerazione profonda per le forze di bontà, di generosità, di attenzione, di accoglienza, di libertà che Dio ci consegna. Facciamo che queste erompano in tutta la loro forza, in tutta la loro bellezza, in tutta la loro potenza e vedremo le tenebre scomparire.

Questo è il messaggio della parabola: venera la vita che Dio ha posto in te, proteggila, porta avanti ciò che hai di positivo e la zizzania avrà sempre meno terreno.

Tu pensa al buon grano, ama i tuoi germi di vita, custodisci ogni germoglio buono, sii indulgente con tutte le creature. E anche con te stesso.

E tutto il tuo essere fiorirà nella luce.

don Alfredo Di Stefano

 

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San Lorenzo Parrocchia IT - ECHI DI VITA 2023 N 29 - Evidenza

2023 – Echi di Vita N°29 – LA ‘SEMINA’ DIVINA NON ESCLUDE NESSUNO

Come immaginiamo la vita e il mondo?

Tutto ha origine da una grande semina, tutto ha origine dall’amore che semina, tutto ha origine dal germinare, dal crescere, dal maturare.

Tutta la vita è una primavera continua una speranza che non esclude nessuno; a ogni cosa è seminata una sillaba della Parola di Dio. Un seminatore sprovveduto? Semina tra i sassi, i rovi, sulla strada, perché?

Nessuno deve essere discriminato! Nessuno escluso dalla semina divina! Tutti siamo imperfetti, ma ognuno ha una zolla di terra buona. Siamo un po’ tutti duri, spinosi, feriti, opachi, eppure in questo contrasto, la vita nasce e cresce.

Il Seminatore, così è raccontato dalla parabola, è fiducioso: infatti, la sua fiducia, alla fine,  non viene tradita e ciò è spiegato dal verbo e diede frutto, fino al cento per uno”.

Il Vangelo non cerca campi perfetti, ma fecondi. Lo sguardo del Seminatore non è sui difetti, sui sassi e sui rovi, ma sulla potenza della sua Parola, che può rendere ogni zolla di terra, capace di accoglienza.

I germi divini, a contatto con la terra del mio cuore, la renderanno capace di portare frutto. I germi divini rovesciano le zolle sassose, si curano dei germogli nuovi, contrastano ogni forma di durezza e di sterilità.

Ma anche io, quando ‘cammino’, sono chiamato a seminare, cioè a pensare, riflettere. Chi corre, perde il senso e la fame di infinito. La Parola di Dio cammina con noi e ci chiede di sostare. Seminare è allora una forma alta di pensare e discernere. Noi siamo chiamati ad essere ‘contadini’ della Parola, che non tornerà a Dio senza i suoi frutti.

Oggi, Egli ancora esce e mi aspetta. Perché ogni strada fiorisca, perché ogni seme non vada perduto.

E allora, Dio aspettami! Sto uscendo con Te. Voglio uscire, ogni giorno. con Te.

don Alfredo Di Stefano

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San Lorenzo Parrocchia IT - ECHI DI VITA 2023 N 28 - Evidenza

2023 – Echi di Vita N°28 – ASCENSIONE, FESTA DELLA FIDUCIA

Andare dietro a Gesù significa intraprendere un’avventura impegnativa: bisogna incidere nella propria carne, nei propri desideri e gusti, nei propri sentimenti, nei propri modi di fare e di vivere. Bisogna esistere, non per dare soddisfazione a se stessi, ma per mettersi al servizio del Regno di Dio.

Dalla Croce di Cristo impariamo l’amore, non l’odio; impariamo la compassione, non l’indifferenza; impariamo il perdono, non la vendetta.

Le braccia allargate di Gesù sono l’abbraccio di tenerezza con cui Dio vuole accoglierci e ci mostrano la fraternità che siamo chiamati a vivere tra di noi e con tutti. Ci indicano la via, la via cristiana: non quella dell’imposizione e della costrizione, della potenza e della rilevanza, mai quella che impugna la croce di Cristo contro altri fratelli e sorelle per i quali Egli ha dato la vita!

La via di Gesù è ‘altra': è la via dell’amore umile, gratuito e universale, senza “se” e senza “ma”. Sì, perché sul legno della croce Cristo ha tolto il veleno al serpente del male, ed essere cristiani significa vivere senza veleni: non morderci tra di noi, non mormorare, non accusare, non chiacchierare, non spargere opere di male, non inquinare il mondo con il peccato e con la sfiducia che viene dal Maligno.

Siamo rinati dal costato aperto di Gesù sulla croce: non ci sia in noi alcun veleno di morte. Preghiamo, invece, perché per grazia di Dio possiamo diventare sempre più cristiani: testimoni gioiosi di vita nuova, di amore, di pace.

Con lo spirito di sempre ringrazio quanti, anche quest’anno, si sono impegnati nel pro-muovere la nostra festa, dall’Amministrazione Comunale al Comitato del Crocifisso, dalla Confraternita alla Parrocchia, dagli sponsor ai volontari, ognuno di voi.

A tutti la mia benedizione, il mio saluto, perché da ogni impegno possiamo raccogliere i frutti, attraverso giorni di bella festa, in onore del SS. Crocifisso, nella gioia del convenire, per una rinnovata esperienza di comunità civile e cristiana.

don Alfredo Di Stefano
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San Lorenzo Parrocchia IT - ECHI DI VITA 2023 N 27 - Evidenza

2023 – Echi di Vita N°27 – LA LEGGE DELL’AMORE IN UN BICCHIERE D’ACQUA

Un Dio che pretende di essere amato più di padre e madre, più di figli e fratelli, che sembra andare contro le leggi del cuore. Non è degno di me.

Per tre volte rimbalza dalla pagina questa affermazione dura del Vangelo. Ma chi è degno del Signore? Nessuno, perché il suo è amore incondizionato, amore che anticipa, senza clausole. Un amore così non si merita, si accoglie.

Chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà!

Perdere la vita per causa mia non significa affrontare il martirio. Una vita si perde come si spende un tesoro: investendola, spendendola per una causa grande.

Chi avrà perduto, troverà. Noi possediamo veramente solo ciò che abbiamo donato ad altri, come la donna di Sunem della Prima Lettura, che dona al profeta Eliseo piccole porzioni di vita, piccole cose: un letto, un tavolo, una sedia, una lampada e riceverà in cambio una vita intera, un figlio. E la capacità di amare di più.

Il dare tutta la vita o anche solo una piccola cosa, la croce e il bicchiere d’acqua sono i due estremi di uno stesso movimento: dare qualcosa, un po’, tutto, perché nel Vangelo il verbo amare si traduce sempre con il verbo dare.

Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio. Non c’è amore più grande che dare la vita!

Un bicchiere d’acqua, dice Gesù, un gesto così piccolo che anche l’ultimo di noi, anche il più povero può permettersi. E tuttavia un gesto non banale, un gesto vivo, significato da quell’aggettivo che Gesù aggiunge, così evangelico e fragrante: acqua fresca.

Acqua fresca deve essere, vale a dire l’acqua buona per la grande calura, l’acqua attenta alla sete dell’altro, procurata con cura, l’acqua migliore che hai, quasi un’acqua affettuosa con dentro l’eco del cuore.

Dare la vita, dare un bicchiere d’acqua fresca, ecco la stupenda pedagogia di Cristo. Un bicchiere d’acqua fresca, se dato con tutto il cuore, ha dentro la Croce. Tutto il Vangelo è nella Croce, ma tutto il Vangelo è anche in un bicchiere d’acqua.

Amare nel Vangelo non equivale ad emozionarsi, a tremare o trepidare per una creatura, ma si traduce sempre con un altro verbo molto semplice, molto concreto, un verbo fattivo, di mani, il verbo dare.

don Alfredo Di Stefano

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