La nostra Domenica delle Palme sembra avere legami forti con la gioiosa festa ebraica delle Capanne o Sukkot, che ricorda i 40 anni in cui l’antico popolo d’Israele, in fuga dall’Egitto verso la Terra promessa, aveva abitato nelle capanne (= sukka).
Ogni anno, quindi, gli Ebrei compivano un festoso pellegrinaggio a Gerusalemme e salivano al Tempio in processione, agitando un mazzetto composto da rami di palma, mirto e salice, legati con un filo d’erba.
Forse proprio in occasione di questa festa, Gesù entrò a Gerusalemme su un puledro d’asina, acclamato come un Re dalla folla festante che stese a terra mantelli e agitava rami verdi tagliati dagli alberi, quasi certamente palme e ulivi.
Ma la gioia di questa Domenica si tramutò presto in pianto e tristezza. Siamo alla vigilia della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù e ci prepariamo a vivere con fede la “grande settimana”.
don Alfredo Di Stefano
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